Un nuovo popolarismo per i cattolici in politica?

Lino Prenna muove dalle encicliche di papa Francesco e dalla base teorica di don Sturzo per fornire un nuovo quadro culturale a una presenza sempre necessaria

Davide Gianluca Bianchi

da Avvenire - 18 Giugno 2021
«Nunquam nega, raro adfirma, distinguere frequenter» diceva Ignazio di Loyola, vale a dire «non negare mai, raramente afferma, frequentemente distingui». Tale aforisma, che come è noto è uno dei principi più noti della Compagnia di Gesù, lo ritroviamo in epigrafe al libro di Lino Prenna Dal cattolicesimo democratico al nuovo popolarismo. Sui sentieri di Francesco (edito dall’Istituto Luigi Sturzo in collaborazione con il Mulino), accanto a una bella citazione di papa Bergoglio, il quale ci ricorda come la «fraternità rimanga la promessa mancata della modernità».

Con notevole sottigliezza, in omaggio al principio gesuita citato in esordio, il libro tocca i punti nevralgici della riflessione politica moderna – il concetto di cittadinanza, il dovere della solidarietà, l’antropologia politica, il cattolicesimo democratico, la polarità conoscenzapotere, il governo della complessità – facendosi guidare dalle encicliche di papa Francesco. Allo stesso tempo, l’autore non manca di ritornare costantemente sulle orme del suo filosofo di riferimento: Antonio Rosmini (1797-1855). Prenna descrive con accenti critici ciò che maggiormente caratterizza l’epoca contemporanea, vale a dire la «globalizzazione del paradigma tecnocratico», basato sul dominio dell’uomo sulla realtà e sulla manipolazione della vita. Come conseguenza culturale, ne scaturisce la prevalenza della finanza sull’economia reale e, in politica, il primato del consenso immediato sullo spirito di servizio nel governo della città. In breve, ciò che gli anglosassoni, specialmente in economia, chiamano “ shortism” – primato del breve periodo e delle sue logiche – e che l’autore definisce in chiave filosofica “antropocentrismo deviato”. Molto documentate sono le pagine dedicate al “popolarismo”, inteso come impegno politico dei cattolici all’interno del Partito popolare, nato nel 1919, con lo scopo di «riconciliare i principi del cattolicesimo con le urgenze della modernità ». Popolarismo significa, secondo Prenna, «né trono né altare». Suggestivo è il suo sforzo per argomentare un “nuovo popolarismo”, ispirato dal magistero di Francesco, che rivolge la sua attenzione anche alla riabilitazione della politica – nelle parole del papa – «una delle forme più alte di carità» e perciò «vocazione quasi sacra perché significa promuovere la crescita del bene comune». La politica è mediazione, nel senso che si fonda sulla rappresentanza e, non di meno, cerca di fare sintesi fra istanze diverse attraverso l’arte del possibile. Riprendendo il teologo Romano Guardini (1885-1968), Francesco sottolinea infatti come la vita delle comunità umane sia incardinata su polarità oppositive – identità/diversità, convergenza/divergenza, conformità/difformità, afferenza/ differenza e ancor di più soggetto/ oggetto – che richiedono di essere conciliate dall’azione dei reggitori. A questo proposito, fra i mali del presente Bergoglio segnala con grande lucidità la differenza fra politicizzazione e cultura politica: cresce la prima a discapito dell’altra, per cui ci troviamo sempre più immersi in un contesto sociale politicizzato e, al tempo stesso, paradossalmente privo di cultura politica.

Sul pontificato di papa Bergoglio si possono ricordare in conclusione alcune annotazioni particolarmente incisive di Pierluigi Castagnetti, che firma la Prefazione al libro: in merito al cattolicesimo democratico Castagnetti osserva come i cattolici impegnati in politica potrebbero trarre ispirazione dall’insegnamento di Francesco per «trasformare in progetto politico il suo magistero sociale: un magistero declinato in modo comprensibile e convincente anche per i non credenti e, soprattutto, per chi fa politica, spesso vivendo il proprio tempo nel più assoluto smarrimento culturale».


Vedi introduzione al testo

Vedi Lino Prenna, Dal cattolicesimo democratico al nuovo popolarismo, Il Mulino, Collana Politica, società, storia, Pubblicazioni dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma – 2021 -ISBN 978-88-15-29245-2